THE IN-BETWEEN

di Miranda Pissarides

 

Inglese di nascita e di formazione, ma di origini italiane e cipriote, la giovane artista Miranda Pissarides si presenta al pubblico romano, venerdì 1 dicembre a La Nuova Pesa, nella sua prima mostra personale in Italia.

Già nel titolo si annuncia il campo di indagine estetico e filosofico dell’artista. “The in-between” potrebbe essere tradotto come “lo stare nel mezzo”, nel senso di abitare il confine, di stare in ciò che potremmo definire una condizione liminale (dal latino limen, limite).

Ma questo confine ha una sua impraticabilità. Si può davvero consistere nell’ambiguità del limite, nell’ambiguità di un confine tra l’umano e il non umano, senza incorrere nella nozione di mostruosità? Torna alla mente, esplicativa, la riflessione di Gramsci – Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri – ma anche, e soprattutto, torna alla mente la lezione di Julia Kristeva.

Per quanto giovane, Miranda Pissarides può contare su un percorso formativo accademico impeccabile (St. Martin’s, Londra; Slade School of Fine Art, Londra). Ma non solo su questo. Azzardiamo che uno scollamento tra la percezione del suo mondo interno e la percezione del mondo esterno abbia favorito in lei una riflessione, e dunque un’indagine, di carattere antropologico. E che l’abbia inevitabilmente spinta verso scrittori e filosofi e psicoanalisti che si sono interrogati su quella zona oscura, come Julia Kristeva in Power of horror, che è l’abiezione: il luogo in cui i significati, anche a livello simbolico, crollano.

Le opere che Miranda Pissarides presenta in questa sua mostra personale giocano anch’esse sulla rappresentazione del limite e dell’incerto, sull’ambivalenza attrattivo-repulsivo, in un’alternanza di opposti irrisolvibile, includendo finanche la definizione della forma-opera, che non è più superficie e non è ancora volume. L’artista, infatti, carica  le tele così densamente di materia, resina e pigmenti, da far loro assumere una forma tridimensionale. Quanto alla superficie, questa ha la consistenza di una liquidità resa asciutta, in uno scorrere di colori che si toccano ma senza mai mescolarsi, fino a esplodere.

Proprio com’è nelle parole di Miranda: “… Voglio riunire frammenti di persone, di vita, di emozioni e di materia fino a provocare una sorta di esplosione: un buco nero di meraviglia, di desiderio, di lussuria e di rottura”